Quiet

Quiet

Quando è esploso l’affaire Quiet (era la primavera del 2012), Susan Cain salì sul palco del TED e diede un piccolo discorso che ispirò, non temo di cadere in iperbole, centinaia di migliaia di introversi sparsi per il mondo.
Quella piccola, ma brillante donna, ex avvocato e ora advocate (lett. sostenitore di una causa) dell’introvert power fece breccia nei cuori della minoranza sotterranea che per tutta la vita aveva nascosto la propria indole, oppure si era sentito strano e inadatto al mondo.

Quando Carl Gustav Jung teorizzò la teoria dei tipi psicologici non poteva sapere che i termini da lui inventati per individuare le due indoli, introverso ed estroverso, avrebbero avuto tanta fortuna. Insieme al successo però seguì il fraintendimento.
Quanti ancora pensano che estroverso sia il sinonimo di “socievole” e introverso di “asociale e timido”? Non è certo colpa del pubblico, tanto che alcuni dizionari cadono nel fallo.

I due termini hanno un significato preciso:
introverso: colui che prende energia dal mondo interiore e che si “scarica” interagendo con il mondo esterno
estroverso: colui che prende energia dall’interazione con il mondo esterno e si “scarica” confinandosi nel mondo interiore.

Spiegazione chiarissima, eppure tanto difficile da divulgare.
Il mondo, ci spiega Susan Cain ha subito uno spostamento: dalla società del carattere di fine Ottocento si è passati alla società dell’apparire, una società in cui gli introversi, prima apprezzati quanto gli estroversi proprio per la qualità di carattere, ora si trovano spaesati e confusi.

Il libro offre delle spiegazioni dei processi culturali che hanno portato a questo disagio e al contempo non essendo né accusatorio né apologetico, ma sempre documentato, colleziona storie di successo (di persone insospettabili, persino del mondo dello spettacolo) di introversi famosi e alcune indicazioni su come valorizzare una “minoranza” che si stima comprenda dal 30 al 50% della popolazione mondiale.

Con i suoi limiti è un libro importante. Perché solleva un problema reale. Perché spiega a noi introversi chi siamo e quali sono le nostre forze. Perché indica ai genitori un modo per comprendere la diversità meravigliosa dei propri figli introversi, tracciando un sentiero che potrebbe salvare numerose persone da future nevrosi.

Susan Cain è il delicato araldo dell’orgoglio calmo

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