I regni della Luna crescente

I regni della Luna crescente

Ho sempre amato l’atmosfera orientaleggiante dei classici racconti de Le mille e una notte. Questo amore antico meriterebbe una lunga digressione, che poi diventerebbe un articolo sé stante, quindi rimando ad altra occasione.

L’orientalismo ha suscitato sempre grande fascino sin dal primo ascolto di Scheherazade di Rimsky-Korsakov, tanto che ho dedicato un omaggio tanto alla musica quanto all’arte, che potete vedere qui sotto:

Quando ho scoperto, grazie al compianto Strategie Evolutive l’esistenza di un “nuovo” filone del fantasy che riecheggia le favolose atmosfere, ho fatto tesoro dei titoli, posto tutto in wishlist e atteso tempi più maturi (alias che il mio balzano umore tornasse nello spirito orientaleggiante).

Complici le offerte di Fanucci sul Kindle Store , sfogliando il catalogo ecco che vengo a sapere che Throne of the Crescent Moon di Saladin Ahmed (un nome che già sembra una garanzia solo per come suona) è stato recentemente e fedelmente tradotto in Italia come Il trono della Luna CrescenteL’occasione si è presentata troppo ghiotta per resistere alla tentazione.

Il romanzo si è rivelato un solido sword & sorcery a tema arabeggiante, ambientato in mondo alternativo con rimandi piuttosto chiari al nostro: l’Abassen è un’immagine fantastica del Medio Oriente medievale, i richiami allo scomparso impero di Kem sono una strizzata d’occhio all’antico Egitto.

Il cast di personaggi è stereotipato nei ruoli, anche se Ahmed riesce a dare personalità a ciascun comprimario senza scadere nel ridicolo. Abbiamo comunque: il vecchio burbero maestro, il giovane assistente zelante e un po’ fanatico, la giovane donna guerriera fiera e testarda, i vecchi amici del mentore, il furfante gentiluomo che intimorisce ma affascina, il tiranno brutto e cattivo e ovviamente il male che vuole conquistare il mondo.

Gli ingredienti sono quindi classici e anche le dinamiche dei personaggi non sprizzano originalità. I punti forti del romanzo sono l’ambientazione ben condotta, ma non pervasiva e lo stile fresco che tiene  incollato il lettore alla pagina. E’ una lettura che non stanca e che fa trascorrere piacevolmente un paio di serate.

Sul fattore ambientazione spendo infine una parola in più: troppo spesso mi sono trovato di fronte a sontuose e dettagliate ambientazioni senza una storia appagante che supportasse la grandiosa quinta dello spettacolo. Nel romanzo di Ahmed questo non succede: nessuno infodump fastidioso, descrizioni mai noiose e in generale nulla che sfondi la sospensione di incredulità. I regni della Luna Crescente sono credibili.

Le noti dolenti per chi attendesse il seguito: Ahmed ha sofferto a lungo di problemi depressivi e ha distrutto la prima stesura del secondo romanzo della serie. Prevede di ricostruire il tutto per il 2016. Una lunga attesa, che forse non mi troverà trepidante.

Consigliato a: chi ha amato Le mille e una notte. Prince of Persia 😀

Giudizio:  ***/5